Dubai 2020:
più di quanto immagini

Un partner al servizio dei migliori. Il tricolore più grande della storia segnala una nuova rotta.
Con Gruppo Boero viaggiano colore, bellezza e innovazione.

Una bandiera fatta di scafi che sfiorano il cielo, in una poetica suggestione che ci parla del possibile. Il verde, il bianco e il rosso spiccano su una superficie di 2.100 mq verniciati con prodotti della grande tradizione dello yachting, oggi sempre più ricca di texture e tinte, e con una velatura creata ad hoc per far percepire uno scenografico movimento dei colori, simbolo della dinamicità che unisce la comunità di aziende e progettisti in una direzione comune. L’obiettivo è proporre nuovi modelli di successo sul mercato, nati da collaborazioni trasversali impegnate nel trovare soluzioni creative nell’economia circolare. Una nuova ecologia delle relazioni industriali in cui la curiosità e l’assunzione di rischio condiviso permettono di oltrepassare gli standard conosciuti per offrire prodotti sempre più performanti in vista dei futuri nuovi parametri di sostenibilità. Ad oggi Gruppo Boero ha fornito l’affidabilità delle performance tecnologiche dello smalto top di gamma, Challenger Pro, in grado di assicurare un’eccellente tenuta e brillantezza. Inoltre, anche più di 4000 mq di superficie dei pilastri a supporto degli scafi sono stati rivestiti con lo stesso prodotto verniciante.

La nostra piccola rivoluzione Blu. Dalla collaborazione con Tolo Green nasce la frontiera dei pigmenti organici. Una strada innovativa e sostenibile che riporta il colore alle origini.

Ha il colore vellutato e pieno di luce tra il blu e il verde il pigmento derivato dalla microalga spirulina, la cui coltivazione è oggi destinata all’alimentazione degli astronauti e in futuro ai paesi in cui c’è emergenza alimentare. È la prima colorazione sperimentata dall’incontro fra la pluricentenaria esperienza nella chimica del colore del Gruppo Boero con la nuova biologia di Tolo Green, startup che da più di vent’anni fa ricerca nel campo delle alghe a fini di nutraceutica e di economia circolare. Il risultato di questa collaborazione è una vernice ricavata da quella che Italo Rota ha chiamato neomateria, creata con polveri ottenute da microalghe coltivate in apposite fattorie idroponiche. Dopo diverse prove è stato realizzato uno smalto murale formulato ad hoc per le pareti interne delle aree di maggior rilievo del Padiglione: area VIP, Auditorium, Educational Lab ed al foyer.

Una sperimentazione di prodotti prototipali che Gruppo Boero ha intenzione di far maturare su scala industriale e destinare al mercato internazionale, investendo su un modello di concorrenza nuova. Le alghe provengono dalle vasche di coltivazione di Arborea (OR) in Sardegna, in una delle aree blu d’Europa, dove gli ecosistemi sono più puliti. Con il termine neomaterie si indicano materie prime derivate da elementi naturali o da scarti delle lavorazioni alimentari.

Il futuro ci vede impegnati nella sperimentazione di nuovi pigmenti da altre specie di alga. Applicare la scienza del colore a questo tipo di pigmento riporta la ricerca a quelle botteghe del passato in cui ogni tinta nasceva da un mix preso a prestito dalla natura. La produzione di pigmenti organici è quella che presenta la maggiore complessità all’interno del parco materie prime che Boero sperimenta industrialmente da sempre. Biologi e chimici insieme cercheranno di ottenere costanza di potere colorante e nuove tinte dalla collaborazione delle microalghe, che entrano nel ciclo creativo in maniera attiva, viva. Per questo la nuova ricerca può svelarci possibilità straordinarie e del tutto inattese, in una continuità di collaborazione con la natura che vogliamo far diventare uno standard qualitativo normale anche nel mondo dei vernicianti.

Questa nuova occasione per il Gruppo Boero si inserisce sull’onda di un altro progetto speciale, quello portato avanti con l’Istituto Italiano di Tecnologia sulle possibilità offerte dagli scarti alimentari, in particolare dal cacao, bucce di arancia e amido di mais. Puntiamo a un continuo miglioramento delle competenze sul tema delle materie prime da scarti vegetali e partecipiamo all’implementazione di soluzioni che possono emergere solo da un investimento di ricerca di rete.